lunedì 3 marzo 2014

L'oroscopo è trash?

"Il trash è l'opposto della complessità. Si prende un tema, lo si riduce al minimo dei suoi contenuti, e quando ha oltrepassato il limite di tollerabilità del banale, la sua capacità di comunicazione diventa vastissima."
Parola di Philippe Daverio. Secondo il critico d'arte alsaziano quindi il trash altro non è che il frutto di una semplificazione estrema, un sottoprodotto culturale.
Seguendo questo filo logico l'oroscopo, inteso nella sua accezione moderna di previsione periodica per i 12 segni zodiacali, è trash. Lo è perché rappresenta di fatto la semplificazione assoluta del pensiero astrologico, che è invece per sua natura complesso, nei simboli e nei metodi.
Già nel medioevo si pubblicavano almanacchi con notizie astronomiche e astrologiche, ma la prima a redigere previsioni per i 12 segni, per la radio e la carta stampata, fu probabilmente Evangeline Adams (siamo nell'America del primo '900). Questo fu in un certo senso un evento cruciale per l'astrologia, che divenne per la prima volta un prodotto di consumo di massa. L'antica arte dei Caldei si fece pop. Un passo fondamentale verso la modernizzazione e, soprattutto, la divulgazione dell'astrologia, secondo alcuni; per altri un imbarbarimento della materia.
L'opinione dell'intellighenzia astrologica italiana sull'argomento è variabile e non esente da una certa ambiguità. Da un lato ci sono i duri e puri, che considerano gli oroscopi un modo per gettare discredito sull'astrologia, una pratica indegna di qualunque serio studioso della materia. D'altro canto però sono molti gli astrologi che affiancano la pratica dell'astrologia seria alla compilazione di oroscopi per vecchi e nuovi media, o che si dedicano quasi esclusivamente a questo tipo previsioni. Non di rado poi c'è anche chi passa velocemente dall'una all'altra opinione e ritorno.
Attualmente ci sono anche pensatori astrologici di prima grandezza che firmano oroscopi mensili e settimanali. In alcuni casi si tratta di personaggi coltissimi capaci di scrivere previsioni argute ed accattivanti, talvolta più pregevoli nello stile che attendibili nei contenuti.
Personalmente mi è stato chiesto tre volte di cimentarmi nelle previsioni per 12 segni: la prima proposta mi arrivò da un giornale locale e la seconda da parte di un portale web; la terza proposta mi giunse invece da una collega, che mi onorò offrendomi di subentrarle in un una rubrica astrologica su un periodico. Tutte le volte ho rifiutato, e questo non perché ritenga disonorevole redigere oroscopi di questo tipo, ma semplicemente perché non ne sarei capace. A me interessano le vite delle singole persone, la mia vena interpretativa si spegne al pensiero di occuparmi di previsioni generiche per tutti i nati in uno stesso segno. Il limite è mio.
Qualunque sia il giudizio che possiamo esprimere su questo argomento, dobbiamo comunque tenere presente che gli oroscopi sono, che ci piaccia o meno, l'entry level dell'astrologia, rappresentano quasi sempre il primo approccio che le persone hanno con questa affascinate materia. Io stesso ho iniziato ad occuparmi di astrologia proprio perché incuriosito da ragazzino dall'oroscopo nell'ultima pagina della guida tv; sarei quindi veramente ingrato se giudicassi con asprezza gli oroscopi o chi se ne occupa. Anche il mio utilizzare il termine trash è in fondo affettuoso, perché tutto sommato il trash, in tutte le sue forme, mi fa un po' simpatia. Forse sarebbe più giusto dire che l'oroscopo sta all'astrologia come il prêt-à-porter sta all'haute couture. Certo in tal caso dovremmo notare come spesso la sopravvivenza di una maison di moda abbia poco a che fare con gli abiti da passerella e molto invece con articoli come occhiali e profumi, roba più facile da vendere, alla portata di tutti.