domenica 22 settembre 2013

VI Convegno Apotélesma: intervista a Lucia Bellizia

La prima volta che vidi Lucia Bellizia lei brandiva una lunga bacchetta di legno con cui illustrava su un grafico insidiosi problemi di latitudine. Da molto attendevo un pretesto per chiederle un'intervista e quale miglior occasione dell'imminente VI Convegno di Apotélesma, l'associazione astrologica da lei presieduta?
L'evento avrà come titolo Lampade la cui luce non smette ancor di risplendere... e si terrà a Genova il prossimo 19 ottobre 2013, vi rimando a questo link per le informazioni generali e logistiche, il programma completo invece lo potete consultare su questa pagina.

Apotélesma è nata nel 2008 con lo scopo di divulgare l'arte astrologica, con particolare attenzione verso quella che definiamo Astrologia Classica e proprio da questo termine vorrei partire, è corretto secondo te? Forse dovremmo definirla astrologia tradizionale o come?
La fondazione di Apotélesma segue e rispecchia quello che è divenuto il mio approccio astrologico dal 2003 in avanti, quando entrai in contatto con i docenti della scuola di Cielo e Terra, rimanendo letteralmente folgorata sulla via di Damasco. Frequentando le loro lezioni ebbi modo di apprezzare la bellezza dei metodi antichi e venne in me il desiderio di approfondirli e farli conoscere sempre di più. Penso che la definizione di Astrologia Classica sia la più appropriata, soprattutto in riferimento al periodo storico cui essa si riferisce.

A beneficio di chi non conosce esattamente la differenza fra astrologia moderna e classica aiutaci a fare una distinzione, quale range temporale stiamo prendendo in considerazione quando parliamo di fonti classiche?
Un arco di tempo che va almeno dal III sec. a. C  al XVII sec. della nostra era. Si tratta di una vastissima letteratura di lingua latina, greca ed araba (che si pensa provenga da un più antico corpus dottrinario mesopotamico ed egizio), nella quale confluiscono procedimenti numerosi e vari, ma che sempre appoggiano sulla matematica e sull’astronomia. E qui sta, credo, la principale differenza con l’Astrologia moderna: l’astrologo antico formula infatti i suoi giudizi mediante l’osservazione dei fenomeni e cioè dei moti, che realmente gli astri [visibili ad occhio nudo] compiono nel cielo.

Il Convegno di Apotélesma è giunto alla sua sesta edizione, che bilancio fai in questo senso, come si è evoluto l'evento nel corso degli anni?
Tenemmo il nostro primo Convegno nell’ottobre del 2008, pochi mesi dopo che la nostra Associazione era stata fondata. Partimmo praticamente in sordina, confidando sul nostro entusiasmo e sul buon nome dei relatori. Ci siamo fatti conoscere meglio nel tempo e costituiamo ora un appuntamento fisso per i cultori del genere. Abbiamo da qualche anno uno schema consolidato: non più di sei relatori, tra i quali, se possibile, un esordiente ed uno straniero.  Siccome siamo convinti che l’Astrologia  sia una disciplina che fa parte della storia del pensiero umano, ci adoperiamo sempre per mostrare come abbia interagito nel tempo e come interagisca tuttora con molte altre discipline: le relazioni sconfinano quindi spesso nella filosofia o nella filologia o nella storia etc. e travalicano dunque la disciplina tout court. Non sono insomma destinate ai soli addetti a i lavori e possono così essere fruite da un pubblico più vasto.

Leggendo la scaletta sono rimasto piacevolmente sorpreso nel constatare che il programma è molto vario, oltre alle relazioni ci saranno altri momenti culturali e di intrattenimento, dacci qualche anteprima.
Ebbene si! Laura Malinverni ci presenterà il suo ultimo romanzo storico ed avremo quindi un intermezzo letterario molto avvincente; quanto a Felice Stoppa, ci ha promesso la proiezione di carte stellari antiche ancora inedite. Giovanni Lippi poi, violoncellista superbo, ci incanterà -  come l’anno scorso - con la purezza delle note di Bach. Domenica 20 inoltre andremo al mattino a visitare lo splendido Museo di Palazzo Reale, dimora patrizia edificata ed accresciuta nel Seicento dalle due grandi dinastie genovesi dei Balbi e dei Durazzo.

Lampade la cui luce non smette ancor di risplendere... il titolo è bellissimo, come lo hai scelto?
Grazie! Perché può essere letto in almeno due modi: le lampade, è ovvio sono gli astri. Essi brillano ancora per noi nel senso c’è tuttora chi li studia e chi ne parla dal punto di vista astrologico. E questa è la lettura più generale. Quella più particolare si riferisce al fatto che l’astrologia classica o tradizionale che dir si voglia, è una luce che ancora risplende: a dire quindi che i metodi antichi hanno ancor oggi una loro validità e possono costituire una guida sicura. Non c’è futuro senza passato, questo il nostro messaggio!


Nota: Lucia Bellizia è laureata in Lettere Antiche ed ha un'esperienza trentennale in campo astrologico. È assistita nei suoi studi dai felini Bonci e Cece.

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