domenica 31 luglio 2011

Asakusa, dialoghi fra passato e presente

Vi avevo già raccontato in un precedente post alcune impressioni sul mio recente viaggio in Giappone. Vorrei però spendere ancora qualche parola sul quartiere di Asakusa, che mi ha fatto da base per le mie vacanze edochiane.
Asakusa è quello che potrei definire il vero polmone spirituale di Tokyo, una specie di bolla temporale indifferente alla forsennata modernità della metropoli che le sta attorno.
L'atmosfera delle botteghe tradizionali è suggestiva ma una riflessione particolare la meritano i vari templi, che anche se antichi sembrano appena fatti. E in effetti è proprio così, dato che tutte le architetture tradizionali sono in legno e per conservarsi nei secoli debbono essere periodicamente ricostruite uguali a se stesse. Alla faccia della mania occidentale per il restauro filologico qui si è optato per una continua rigenerazione, che pone di fatto gli edifici sacri al di fuori del tempo e da qualsiasi logica di invecchiamento o trasformazione.

Il confronto con quello che c'è "fuori" dalla bolla a volte sembra impossibile...
Se Kannon/Guanyin decidesse di scendere sulla terra, e calzare gli enormi sandali posti sul tempio a lei dedicato, mi chiedo come reagirebbe nel vedere scagliarsi verso il cielo lo sfacciato Tokyo Sky Tree, rialzato in corso d'opera di qualche spanna per aggiudicarsi con i suoi 634 metri un primato d'altezza mondiale.

In altri casi invece il dialogo pare qusi possibile. Il gioco di sovrapposizione prospettica fra l'antico tempio e il nuovissimo albergo permette infatti di comprendere con straordinaria sintesi un percorso di gusto rimasto perfettamente coerente attraverso i secoli.




Ma le stradine di Asakusa regalano anche scorci misteriosi e piccole sorprese. Come il tempietto dedicato alla divinità trasformista, burlona e truffatrice. Un archetipo che attraversa tutto il pianeta, capace di incarnarsi al profondo nord nei panni del bugiardo Loki norreno, a sud del mondo nelle sembianze del del dio ragno Anansi, mentre qui in oriente si tramuta nei buffi Tanuki che mostrano impudentemente i testicoli, fonte della loro magia.

Tra le immagini più ascetiche e meglio nascoste che Asakusa ha da offrire mi ha colpito questo Buddha. Non il Buddha grasso dei cinesi, ma uno giovane e regale, tanto leggero che basta un fiore di loto per sorreggergli il piede.


4 commenti:

  1. Grazie per questo post e per le belle immagini, suggestiva atmosfera, dev'essere stato un bel viaggio.
    Buona settimana!

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  2. Sì, è stato un viaggio bellissimo.
    Buona settimana anche a te!

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  3. Ciao Graziano, un viaggio può dare
    certo stimoli e ispirazioni, ma....
    quanto ci andrà ad andare in Giappone
    in treno? (sai che sono terra-terra haha)
    Detto questo, il Giappone non lo
    capisco tanto e non sarebbe una mia
    meta, o forse sarebbe il caso di andarci
    proprio per questo, per capirlo, magari
    non quando gli capitano delle batoste
    come lo stunami, in stile Pescino, sì
    poichè il lo vedo molto legato ai Pesci:
    pesca come risorsa alimentare principale,
    occhi a mandorla un pò "lessi", grandi
    prove come lo stunami e le atomiche
    da cui rinascere come la fenice,
    schiavitù del lavoro, grande influenzabilità
    (ai miti occidentali, come al fascino del
    male, vedi l'asse Berlino-Tokio), spiritualità
    profonda ma nascosta ed antica, misticismo
    zen molto poco appariscente, creazione di
    mondi immaginari, virtuali e paralleli
    (manga, tamagotchi, pokemon), seguacità
    ed emulazione (anche se sono all'avanguardia
    della tecnica tendono a copiare quella
    occidentale migliorandola), sessualità
    arcaica nascosta e raffinata (gheishe)
    ma anche importazione del fetish occidentale.
    Altro simbolo legato al Giappone, secondo
    me, è il pianeta Plutone, per la forte
    sismicità tellurica, il grande uso dell'atomo,
    la sessualità accentuata, la capacità
    di rigenerarsi e arricchirsi, la tradizione
    marziale e d'onore dei samurai, quella
    autodistruttiva dei kamikaze, la capacità
    di ri-creare, una vena luciferina nella
    loro storia recente, il potere assoluto
    dell'imperatore nell'antichità, il suicidio
    d'onore mediante hara-kiri, etc.
    Un saluto, b-rightful

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  4. Come al solito le tue riflessioni sono molto interessanti. Leggendo il tuo commento mi è venuto in mente che in effetti i Pesci sono in analogia con la XII casa che è quella in cui il Sole si alza all'orizzonte (Sol levante!). Vorrei inoltre aggiungere che anche Nettuno è legato mitologicamente alla terra ed ai terremoti, come del resto ai sacrifici estremi (kamikaze/harakiri).
    Alcuni autori invece collegano il Giappone all'Ariete, questo per via del massiccio consumo di riso (che come il caffè si ritiene di pertinenza arietina) e per l'importanza nella cultura nipponica del colore rosso.

    Buona domenica!

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