martedì 19 febbraio 2008

Je dois apprendre aux curieux


Se siete stufi di ciò che la tv ha da offrire, se non ne potete più di argomenti di grande rilevanza come ad esempio gli sms segreti di Sarkozy, i vangeli apocrifi di Olindo Romano o l'ultimo ruttino dell'orsetto Knut, se insomma pensate che la televisione sia per massima parte spazzatura, beh sappiate che avete ragione. Ma in mezzo a questa immondizia brilla una perla, mi riferisco alla nuova serie di Passepartout in onda ogni domenica alle 13:20 su Rai3. La trasmissione d'erte condotta ed ideata da Philippe Daverio (Bilancia con sfarzosi valori in Leone) dimostra che non solo la tv possa andare a braccetto con la cultura ma che il risultato possa essere un prodotto di qualità eccelsa capace di attirare un vasto pubblico.

3 commenti:

  1. Domenica la guarderò, che orario però!
    Io e la tv non andiamo d'accordo per nulla...

    Ciao!

    *mira*

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  2. Philippe D'Averio è un grandeeeee!

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  3. ho "scoperto" da tempo Passepartout ed è diventato un appuntamento irrinunciabile. Condivido la tua descrizione della trasmissione e aggiungo che Daverio ha la rara qualità di comunicare con sempilicità esaustiva, una dote che avvicina anche noi profani all'arte che ci circonda, aiutandooci a vedere quello che non notavamo prima. Se l'accostamento non fosse irriverente lo definirei "una sana droga dalla quale non intendo disintossicarmi". Giuliano

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